Privacy


Alessandro Mannarino - 26 Gennaio 2021 - 0 comments

Ultimamente l’Italia si è finalmente adeguata alle normative degli altri stati europei in materia di privacy, da sempre fonte di diritto e di relative problematiche. C’è stata quindi un’importante riforma in questo ambito. Vediamo cosa è cambiato e com’è la situazione attuale.

Intanto è bene aver chiaro di cosa si sta parlando e che cosa sia oggetto della riforma: riguarda la protezione, il trattamento e la libera circolazione dei dati personali delle persone fisiche, con l’obbiettivo di raggiungere una maggiore certezza giuridica, trasparenza e semplicità delle norme riguardanti il trasferimento di dati personali (principalmente alla luce della continua innovazione tecnologica).

Novità

Come sempre, per capire delle riforme è necessario capire da quali idee sono nate. In questo caso la logica è stata quella della semplificazione, mediante la riunione in un unico corpo normativo della precedente regolamentazione. Il tutto è stato inoltre impostato secondo un approccio più ‘reattivo’ che ‘preventivo’, volto alla responsabilizzazione dei soggetti che trattano dati personali.

L’aspetto più importante è che il consenso al trattamento dei dati personali debba essere esplicito in modo da garantirne la trasparenza, deve quindi essere concesso tramite una dichiarazione o un’azione esplicita inequivocabile. Di eguale importanza anche il fatto che l’utente debba avere la possibilità di revocare il consenso in qualsiasi momento con la stessa semplicità e trasparenza con il quale è stato concesso (nasce il ‘diritto all’oblio’).

Inoltre deve essere chiara la finalità per la quale è stato richiesto il consenso e la durata del trattamento, che deve essere coerente con la finalità, ovvero per quanto tempo saranno conservati i dati e a che scopo. Deve essere individuato in una persona fisica un titolare e un responsabile del trattamento dei dati, cui attribuire l’onere della gestione, conservazione e protezione dei dati, per i quali sarà pertanto necessario un aumento delle misure di sicurezza.


Agenzie immobiliari

Per le agenzie immobiliari è quindi necessario allegare alla propria modulistica, che sia una semplice scheda di visita di un immobile, fino ad un contratto per un incarico di vendita, un’informativa che contenga, illustrandolo in modo conciso e trasparente:

  • dati di contatto del responsabile;
  • qual è l’interesse legittimo del trattamento;
  • il tipo di dati trattati;
  • se trasferisce i dati personali in Paesi terzi e, in caso affermativo, attraverso quali strumenti;
  • il periodo di conservazione dei dati o i criteri fissati per stabilire il suddetto periodo di conservazione;
  • la possibilità in futuro di negare il consenso;
  • le misure di sicurezza adottate in tutela dei dati;
  • il diritto di reclamo all’autorità di controllo;

Tutte queste regole possono sembrare banali e sostanzialmente dettate dal buon senso, ma fino a poco fa non era così. A causa del continuo evolversi del mercato era permesso che i dati passassero troppo spesso di mano in mano senza che nessuno lo sapesse e che venissero conservati per lunghissimo tempo.

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