Effetti del Covid sul mercato


Alessandro Mannarino - 19 Gennaio 2021 - 0 comments

La pandemia di Covid-19 ha prodotto sgraditi effetti sulla vita di tutti e ha anche inflitto pesanti colpi all’economia e conseguentemente al mercato del lavoro. Quando ci sono grandi scossoni a livello economico, naturalmente ci sono degli immediati effetti sul mercato immobiliare, che può cambiare non solo, come prevedibile, nella sostanza, ma anche nella forma.

Il mercato immobiliare ai tempi del covid

Nonostante un fisiologico calo delle cifre di compravendita, che si attesta attorno al 3% circa, è scesa notevolmente anche la mole di compravendite passando dalle 603 mila del 2019 a meno di 500 mila. Anche per quanto riguarda il settore delle nuove costruzioni c’è stato un calo dei capitali investiti del 13% circa. La principale causa di rinuncia non è stata l’incapacità economica, ma l’incertezza sul proprio futuro, professionale e non. Invece si sono curiosamente ridotti i tempi di vendita, infatti chi si muoveva voleva concludere in fretta la compravendita data la paura di un secondo lockdown.

Interessante anche una considerazione che emerge dalla tipologia di case che vengono acquistate: vista la necessità di stare in casa a causa della pandemia e soprattutto l’eventualità che in futuro si vada sempre più verso lo smart-working, la gente si è accorta di desiderare una casa più grande, se possibile con un po’ di spazio esterno (non per forza giardino, ma anche balcone) e magari anche indipendente, per avere meno senso di oppressione e più serenità.

Si accentua ancora di più il boom degli affitti, fenomeno già in ascesa nel periodo pre-covid a causa della comunque già presente crisi economica. Adesso la richiesta di affitto è aumentata ancor di più perché ora si opta per questa soluzione non più principalmente come esigenza abitativa o di studio, ma proprio come soluzione abitativa e si preferisce mantenere l’affitto prima di essere sicuri di potersi permettere un acquisto.


E il 2021?

Nel 2021 si prevede un ulteriore calo nel primo semestre, ma una sostanziale ripresa nel secondo, che daranno come risultato un numero di compravendite molto simile all’anno precedente. Inoltre, vista l’incertezza nel futuro, la domanda sarà caratterizzata da un’autonomia reddituale e patrimoniale, essendo calata del 18% la richiesta di mutui nel 2020, con solo un leggero rialzo previsto per l’anno successivo. I tassi d’interesse, che sono i più bassi di sempre, resteranno ancora bassi per diverso tempo.

In conclusione il mercato immobiliare resta sempre un mercato diverso dagli altri, che in certe situazioni possono anche sparire. Il mercato immobiliare non sparisce, ma, semplicemente, si adegua. Questo perché non verrà mai meno il bisogno delle persone di avere una casa, in acquisto o in affitto che sia, e dall’altra parte ci saranno sempre persone che non hanno più bisogno di un immobile, che rappresenta solo una spesa. Quello che può cambiare è solo lo scenario in cui questi attori si muovono.

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