Agevolazioni prima casa


Alessandro Mannarino - 14 Gennaio 2020 - 0 comments

Storicamente la casa è sempre stata considerata dallo Stato come un bene che accompagna la persona stessa. Ognuno ha bisogno di una casa e non potrebbe fare altrimenti. Dunque, per favorire lo sviluppo di una nazione, l’acquisto e successivamente il possesso della prima casa godono di diverse agevolazioni. Quando se ne ha diritto e cosa riguardano? Quali sono e quanto valgono?

Quando spettano le agevolazioni.

Accedere a queste agevolazioni è abbastanza semplice, ma ci sono comunque alcune cose da considerare.

L’acquirente non deve ovviamente essere titolare su tutto il territorio nazionale di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su un altro immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni sulla prima casa e inoltre non deve possedere altri immobili nello stesso comune (anche se non li abita). Come si può facilmente immaginare, si incorre spesso nella fattispecie in cui un acquirente acquisti una casa non avendo ancora ultimato la vendita della precedente: in questo caso vengono ugualmente concesse le agevolazioni, se l’acquirente si impegna a vendere la casa entro un anno.

Inoltre il fabbricato (che deve necessariamente trovarsi nel comune in cui l’acquirente ha o intende stabilire la residenza o lavora) deve appartenere a determinate categorie catastali:

  • A/2 (abitazioni di tipo civile);
  • A/3 (abitazioni di tipo economico);
  • A/4 (abitazioni di tipo popolare);
  • A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare);
  • A/6 (abitazioni di tipo rurale);
  • A/7 (abitazioni in villini);
  • A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Sostanzialmente non vengono applicate agevolazioni per gli immobili di lusso.

Agevolazioni.

La maggior parte delle agevolazioni consistono in un risparmio di imposte e tasse all’atto notarile. Il risparmio più importante è quello sull’imposta di registro (o sull’IVA), seguita dall’imposta ipotecaria e da quella catastale.

Nel caso in cui il venditore sia una persona fisica l’operazione è esente dall’IVA e l’imposta di registro è del 2% del valore catastale dell’immobile (e non della cifra di compravendita), anziché del 9%, partendo comunque da un minimo di 1000 €. Mentre le imposte ipotecarie e catastali, che sono fisse, sono di 50 € ciascuna, anziché 200 € ciascuna.

Se invece il venditore è un’impresa edile, l’IVA è al 4% invece che al 10%, questa però calcolata sulla cifra della compravendita. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 ciascuna.

Ma le agevolazioni non finiscono qui. Si può usufruire infatti di un’IVA agevolata al 4% anche su molte delle spese sostenute per la realizzazione di una casada zero’ (se viene eletta come prima casa) o per l’ampliamento della prima casa. Per la precisione su lavori come le opere murarie, l’impianto elettrico, l’impianto di riscaldamento e idrico, ma anche per i materiali stessi come prodotti per l’impianto idraulico, di riscaldamento o elettrico, sanitari per i bagni, infissi eccetera.

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