Fabbisogno energetico e consigli


Alessandro Mannarino - 22 Settembre 2020 - 0 comments

Fabbisogno energetico.

Non è semplice fornire dati univoci in questo senso, si deve quindi immaginare una situazione media, cioè un appartamento in classe media in muratura, di non recente costruzione e senza coibentazione, di media grandezza (cioè da 100 m², con l’ambiente da riscaldare che sarà di 300 m³); dove si tiene acceso il riscaldamento per 165 giorni all’anno.

In questo caso una famiglia spende in media 1.635 euro per il sostentamento energetico della propria casa, ma con tante variazioni. Ad esempio, per la temperatura al nord si può arrivare a 1.850 euro, al sud si può anche stare sotto i 1.500. Aumenta progressivamente a 2.102 euro dei nuclei con 5 o più componenti e scende a 1.358 euro di una famiglia monocomponente.

Quasi la metà degli oltre 1.600 euro spesi annualmente dalle famiglie per finalità energetiche è destinata all’acquisto di metano, largamente utilizzato (dall’81,1% delle famiglie in totale) per le funzioni di riscaldamento degli ambienti e dell’acqua sanitaria, ma anche per la cucina. Una quota rilevante di spesa (35,5% in media nazionale; oltre il 45% nel Mezzogiorno) viene devoluta all’acquisto di energia elettrica, che le famiglie usano, in larga misura, per illuminazione, elettrodomestici, apparecchiature elettriche e raffrescamento degli ambienti e, assai meno, per il riscaldamento. Stiamo parlando di una cifra che va dai 400 ai 500 €.

Consigli utili

Certo, gli impianti di riscaldamento con più di 15 anni sono obsoleti e causano consumi, sprechi ed emissioni maggiori. Andrebbero quindi sostituiti con moderne soluzioni ad alta efficienza ed è anche fondamentale eseguire una corretta manutenzione. Ma riveste quasi la stessa importanza di avere un impianto all’avanguardia la capacità di usarlo in modo corretto.

È consigliato sostituire le vecchie lampadine a incandescenza e alogene con lampadine a led che consumano fino a 10 volte meno. Meglio ancora è ridurre il numero dei punti luce in ogni stanza: una lampadina da 100 W illumina quanto 4 da 25 W, ma consuma molto meno. Opportuno anche regolare l’intensità in base alle esigenze. Avrete sicuramente già sentito tanti discorsi sull’importanza di non lasciare gli elettrodomestici in stand-by, che costituisce il 10% dei consumi. Basta una ciabatta con interruttore per disattivare facilmente e velocemente ciò che non utilizziamo. Non sottovalutiamo gli elettrodomestici, che sono responsabili del 20% dei consumi. Sostituiamo quelli più vecchi del 2000 con nuovi prodotti che ci regalano dal 15 al 40% di efficienza in più, come ad esempio il piano cottura a induzione.

Schermare le finestre di notte o durante le ore calde chiudendo persiane e tapparelle o utilizzando delle tende. Mai superare i 22 gradi, può essere anche dannoso per la salute. Ogni diminuzione di grado significa un risparmio del 6% dei consumi. Vale sicuramente la pena di avere un cronotermostato per regolare accensione, spegnimento e temperatura in base alle nostre esigenze ed evitare gli sprechi notturni, oltre alle valvole termostatiche per concentrare il calore negli ambienti preferiti e con presenza effettiva di persone. Evitare anche di utilizzare i caloriferi come stendini, perché questo li costringe a lavorare molto di più. Naturalmente aprire le finestre va a scontrarsi con il lavoro dei caloriferi e rende vana la fatica e l’energia utilizzata per riscaldare: bastano pochi minuti per arieggiare casa.

Lavare i piatti (e in genere tutto) a mano non ci fa risparmiare: la lavastoviglie usa fino a 1/4 di acqua in meno.

Quando si va in vacanza, è opportuno spegnere l’impianto di riscaldamento/raffrescamento e staccare dalla rete elettrica tutti i dispositivi ad essa collegati.

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